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  • RISTORANTE “HUB” MACOMER

    Intervista allo Chef Leonardo Marongiu

27 Luglio 2020

Ci accoglie Leonardo Marongiu, chef del ristorante Hub di Macomer, aperto da soli quattro anni, ma a cui son stati conferiti già diversi riconoscimenti. Hub nasce da un’idea della Cooperativa Progetto H, e proprio qui Leonardo ha trovato il luogo adatto a realizzare la sua idea di ristorazione, perché condivide con la Cooperativa gli stessi obiettivi.
Fondamentale l’esperienza come executive, nella scuola Alma di Gualtiero Marchesi, al fianco di grandi maestri come Bottura e Cannavacciuolo, ma il suo punto di forza è stato non dimenticarsi delle proprie radici, di quella terra che si porta dentro e da cui è tornato, dopo anni di hôtellerie a cinque stelle in giro per la penisola.
Le case popolari di Cuglieri, fanno da sfondo alla storia di Leonardo, che impara presto a conoscere le difficoltà e la fatica di farsi strada, se si è figlio di emigrati. Di madre siciliana e padre sardo si trasferisce prima in Brianza, inseguito a Ravenna, per arrivare poi a Parma, città che definisce “la sua seconda casa” e che gli regala tante soddisfazioni professionali.

Io però volevo invecchiare nella mia Sardegna, facendo nascere qualcosa che nessuno si era mai sognato di creare qua. Hub è il mio sogno diventato realtà.” – ci confessa orgoglioso. Legato alla cooperativa sociale Progetto H, si inserisce in questo luogo insolito, tra i padiglioni dismessi di una vecchia fiera zootecnica. Lo possiamo definire una sorta di ibrido: a mezzogiorno cucina di qualità ma più veloce, a cena ristorante gastronomico, dove Marongiu dispiega la sua arte, senza cedere a troppi virtuosismi.
Grande artigianalità, tecniche innovative applicate ai prodotti sardi, e alla base una filosofia sostenibile che guarda alla ricchezza del territorio: carni, formaggi e un trionfo di erbe spontanee che personalizzano i piatti, impreziositi da spezie orientali, come cumino e kardamomo” – così ci racconta la sua cucina.
A far la differenza è anche l’utilizzo di acqua buona, per questo dice di aver scelto Acqua Alma.

“Ottima in una marinatura a freddo, dove il controllo delle cariche batteriche è essenziale, e la qualità influisce molto sul sapore. D’altronde se usi uno zafferano buono, perchè non usare un’acqua buona.”

Poche parole che racchiudono la filosofia dello chef, che sceglie la qualità in tutta la filiera.